Carcere, parole che liberano

L’Ordine dei giornalisti della Liguria, da quattro anni e senza troppo clamore, svolge attività nelle carceri genovesi, con corsi paralleli e di supporto per i detenuti e detenuti che seguono percorsi scolastici, di attualità e giornalismo sui diritti e doveri in applicazione della Carta di Milano.

Ecco dunque l’occasione di un seminario dal titolo “Carcere, parole che liberano”, per l’intera giornata del 4 giugno, che rappresenta anche l’ufficializzazione di un lavoro appunto svolto senza troppe luci della ribalta.

Il seminario vedrà al mattino i contributi dei protagonisti del lavoro in carcere, professionalizzati e volontari, nei diversi ruoli sociali, di sorveglianza e di recupero (con la testimonianza di un protagonista) e reinserimento. Nel pomeriggio il confronto con i testimoni narranti autori di due libri che vedono ufficialmente la luce appunto il 4 giugno, testi nati nell’ambito delle iniziative giornalistiche in carcere. Temi forti, non scontati e senza sconti.

E ‘la prima volta che i giornalisti affrontano (a Genova, poi replicheremo nelle altre realtà provinciali) questo tema in “questo” modo. Il valore formativo e informativo non è solo un profilo aritmetico di crediti professionali, ma è anche un’occasione per aprire un interesse e un coinvolgimento in iniziative legate al carcere.

Ultima considerazione, forse inutile, ma doverosa: sul palco, come relatori, ci sono delle persone che hanno vissuto o vivono esperienze da reclusi, oggi protagonisti di percorsi di recupero e semilibertà. In qualche caso i loro racconti esprimono le storie di persone che sono state protagoniste della cronaca. Sono persone che si sono messe in discussione e hanno scritto le loro esperienze portandole in pubblico per la prima volta grazie al rapporto di fiducia e reciproco rispetto creato con il mondo dei media genovesi attraverso alcuni di noi.

Le domande sono e saranno più che gradite. Chi sceglierà di dedicare un articolo, un video servizio, una intervista eccetera al seminario è altrettanto bene accetto. Ma, nel caso, se un testimone narrante vi chiede di non riprenderlo in volto, rispettiamo la sua richiesta.

L’amministratore del blog annota come questa giornata di seminario deontologico ricco di video e materiali prodotti anche da ospiti delle carceri genovesi sia aperta al pubblico e non solo agli operatori dell’informazione. Pubblico che può così conoscere una esperienza non cosi facilmente esportabile fuori dalle mura cintate e ascoltare relazioni e interventi di spessore.

Dunque nella Sala Chierici della Biblioteca Berio si alterneranno al microfono Marcello Zinola, responsabile della Formazione dell’Ordine dei Giornalisti Liguria, Ramon Fresta educatore professionale referente area penale del Ceis, Luca Langella presidente e fondatore dell’associazione Gli Scatenati, Filippo Paganini Presidente Ordine Giornalisti della Liguria.E ancora Anna Solaro Regista di Teatro Sociale Teatro Terapeuta, Alberto Rizzerio Presidente Associazione Antigone Liguria, Fabio Pagani Agente di polizia penitenziaria Segretario Regionale Uil-Pa-Donatella Alfonso, Giornalista la Repubblica, Maria Cristina Marrè Direzione Carcere di Marassi Maria Isabella De Gennaro Direttrice Carcere femminile di Pontedecimo Fabrizio De Ferrari, editore di libri “del e dal carcere”.Donatella Alfonso e Marcello Zinola dialogheranno con gli “spiriti liberi” protagonisti, testimoni, scrittori. Giacinto Pino autore di Nessuno mi ha portato per mano. Nascere al Sud e perdersi al Nord (Edizioni All Around) Voci di donne da Libertà di scrivere (De Ferrari Editore).

Infine, La “confessione”: vita e anima dietro le sbarre con don Giacomo Martino, Cappellano carcere Pontedecimo direttore Migrantes Diocesi di Genova

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